copertinaLe prime uscite in mare

TRUCCHI PER RICONOSCERE UNA ZONA...

Fondamentale per non stancarsi rapidamente della pesca subacquea è scegliere una buona zona. Realizzare le prime discese in un punto non adatto (acqua troppo torbida, poco pesce) può infatti scoraggiare il neofita. Senza contare i rischi che si corrono in zone difficili (corrente forte, profondità eccessiva, esposizione a brusche raffiche di vento).
Se fate parte di un circolo, i responsabili conoscono le zone ideali e Vi ci accompagneranno, affiancandovi a un pescatore pilota esperto che vi mostrerà come pescare e vi rassicurerà con la propria presenza.
Se siete da soli, cercate di trovare un compagno per tutte le vostre uscite. Se e' più esperto di voi, conoscerà di sicuro zone adatte al vostro apprendistato.
Potete informarvi nel modo seguente: 0 leggete le riviste di settore (vie d'accesso, entrata in acqua, momenti migliori per incontrate i pesci...
passate sistematicamente dalla Capitaneria di Porto per conoscere le zone proibite e le regolamentazioni locali; esplorate la costa e discutete con i pescatori che escono dall'acqua o con i pescatori professionisti. Fate anche un giro presso i commercianti locali di articoli per la pesca subacquea. Spesso sono loro stessi dei pescatori e vi daranno dei suggerimenti;
. procuratevi una carta nautica della zona e imparate a decifrarla.


... CONSIGLI PER SCEGLIERE UNA ZONA

1. Evitate le zone sabbiose o fangose, così come i settori dove le linee isometriche di profondità sono molto ravvicinate. Ciò sta a indicare che, quando ci si allontana da riva, la profondità aumenta molto rapidamente. Preferite zone rocciose con profondità che vanno dai 2 ai. 20 metri, soprattutto se sono disseminate di numerose secche.
2. Dal momento che il profilo della costa è molto importante, scegliete zone che comprendano punte e capi che delimitino una parte riparata e una esposta al vento e alle correnti. Ovviamente, per cominciare, optate per i punti riparati.
3. Scogli e isolotti sono spesso molto interessanti, ma occorre valutare attentamente la distanza che li separa dalla costa, tenendo conto del fatto che la corrente è spesso forte in questi punti e che la circolazione delle barche può essere considerevole. E pensate al tragitto di ritorno quando la fatica farà sentire i suoi effetti.
4. Una buona zona di pesca per l'apprendistato deve permettervi di pescare tra i 2 e i 10 metri, con la possibilità di ripiegare rapidamente su un punto al riparo da venti e correnti. L'acqua deve essere limpida a sufficienza perchè possiate distinguere il fondo a 10 metri di profondità.
5. Potete optare per una diga formata da grossi blocchi rocciosi (purchè non sia l'imboccatura di un porto perchè in tal caso la pesca è vietata). Qui la profondita' sarà raramente elevata e la scarsità di ripari ne fa un buon rifugio per un considerevole numero di pesci. Non illudetevi di fare una bella pescata già alla prima uscita, perchè i pesci che frequentano le dighe sono abituati alla presenza dell'uomo e sono quindi diffidenti.


ADATTARSI ALLE CONDIZIONI

Come abbiamo già visto, una delle difficoltà maggiori dell'imparare a pescare consiste nel doversi confrontare con un ambiente sconosciuto e relativamente ostile. è preferibile scegliere la stagione estiva per mettere a profitto il lavoro fatto in piscina. In questo modo si limitano i problemi legati alle condizioni meteorologiche avverse, più frequenti fuori stagione. Scegliete una bella giornata per il vostro battesimo in mare, basandovi sul bollettino meteorologico e informandovi sulle condizioni ambientali (temperatura, limpidezza dell'acqua, corrente, presenza di pesce) nel giorni precedenti. Se siete in vacanza, varie uscite successive vi permetteranno di migliorare rapidamente, soprattutto nella vostra acquaticità. In seguito, potrete affrontare uscite in condizioni meno favorevoli.

Il freddo

Dal mese di novembre fino al mese di maggio, nel Mediterraneo l'acqua si raffredda, per raggiungere temperature attorno ai 12 15 gradi a seconda della località. il raffreddamento dell'acqua si accompagna a un raffreddamento dell'aria, spesso in relazione alla comparsa di venti da Nord, come il maestrale o la tramontana.
La lotta contro il freddo diventa quindi una priorità assoluta prima, durante e dopo l'irnmersione.
. La vestizione deve essere più breve possibile. Mettete tutta la vostra attrezzatura a portata di mano, in un angolo al riparo dal vento. Disponete un tappetino per terra per isolare i piedi ed evitare di introdurre della sabbia all'interno della muta. Infilate quest'ultima utilizzando del talco se è asciutta, oppure dell'acqua calda con un po' di shampoo se è bagnata. Vi segnaliamo che oggi esiste un gel speciale per infilare le mute in spaccato.
. Scegliete una muta abbastanza spessa per l'inverno (6,5 o 7 millimetri), di buon taglio e di
buona qualità l'elasticità di un buon neoprene permette di compensate lo spessore considerevole di una muta invernale.

. Potete utilizzare elastici in gomma (camera d'aria di recupero) per assicurare una certa tenuta all'altezza di polsi, caviglie e vita.
Quando fa molto freddo, l'utilizzo di muffole a tre dita permette di soffrire meno il freddo. Bisogna tuttavia abituarsi alla difficoltà di effettuare operazioni di precisione usando solamente sei dita su dieci.
. Non scegliete calzari troppo spessi, perchè rischiano di bloccare la circolazione sanguigna al piedi e di provocare un inizio di congelamento, molto doloroso e invalidante.
. Se non volete spendere subito denaro Per una muta invernale, potete utilizzare quella estiva, aggiungendo una sottile sottomuta in neoprene, sopra la muta, se è stretta, ma anche sotto se è sufficientemente ampia.
Per non raffreddarvi troppo velocemente nel corso di una battuta di pesca, alternate gli aspetti, che necessitano immobilità e provocano quindi un rapido raffreddamento, alla pesca in tana, più dinamica, che vi riscalderà. Inoltre, se volete cacciare in profondità, approfittate delle prime due ore di immersione, quando siete ancora caldi e in seguito avvicinatevi a riva per pescare a ritmo più rapido.
Pensate a tenere in barca o sulla plancia un thermos con una bevanda calda, e bevetela regolarmente.

Fate installare una (pissette) sui vostri pantaloni, per non urinare nella muta. Anche se questa naturale reazione al freddo sembra procurarvi per
qualche minuto la sensazione di essere al caldo, quest' impressione durerà pochissimo e sarà seguita da un raffreddamento ancora più rapido, senza
parlare dei rischi di irritazione e dell'odore...

Conservate una decina di litri d'acqua bollente in una ghiacciaia. Resterà calda fino alla vostra uscita dall'acqua e al ritorno potrete concedervi una bella doccia ristoratrice!

La corrente

E' un elemento onnipresente durante le uscite in mare, sia nell'Atlantico, che è condizionato dalle maree, sia nel Mediterraneo. E' sempre meglio informarsi sull'esistenza delle correnti prima di affrontare una zona sconosciuta. Sapendo a cosa andate incontro, potrete pescare senza troppa difficoltà in presenza di corrente moderata, soprattutto grazie alla preparazione effettuata in piscina.
. Per evitare di essere spostati dalla corrente e perdere così il punto, mettetevi faccia alla corrente e pinneggiate forzando il meno possibile, per mantenere la posizione. Se l'acqua e' agitata e non c'è abbastanza visibilità per distinguere il fondo, potete segnare il punto con una piccola boa legata a un piombo.
Imparate rapidamente a prendere le mire a terra, che vi permetteranno di sapere dove vi trovate e di ritrovare il punto di discesa.
. Quando la corrente è davvero troppo forte, imparate a sfruttare il minimo rilievo emergente per ripararvi e pescare cosi proprio al limite della corrente.
. Se non trovate alcun riparo, potete comunque pescare nella corrente, ma questa volta utilizzandola per andare alla deriva. Conoscendo a fondo la zona in cui state pescando, potete decidere di cacciare in favore di corrente su una certa distanza e poi di rientrare da riva, o approfittare della corrente contraria (in caso di corrente di marea) per complete il percorso inverso.
Tuttavia, ciò necessita di una buona conoscenza della zona e degli orari della marea e in un primo tempo è meglio accontentarsi di frequentare i punti ridossati alla corrente.
In conclusione, ricordate che soltanto la pratica assidua vi consentirà di acquisire una certa disinvoltura, anche se questi piccoli trucchi vi aiuteranno ad affrontare meglio le prime uscite, talvolta in condizioni difficili.

L'acqua torbida e le onde

AI di fuori della stagione estiva capita spesso di dover incappare in qualche depressione atmosferica in grado di rendere le uscite in mare più difficili. Le mareggiate, il vento, la risacca, l'acqua torbida sono fenomeni che modificano le abitudini del pescatore.
Con l'acqua torbida, il pescatore non vede più il fondo e non riesce a prepararsi e a valutare a quale profondità scendere. Un buon trucco consiste nel contare il numero delle pinneggiate per raggiungere il fondo. In seguito, ripetendo questo esercizio mentale, vi sarà facile capire quando siete arrivati sul fondo, riducendo considerevolmente lo stress dovuto all'acqua torbida. Tale stress diminuisce via via con l'esperienza.
. Le onde e la risacca sballottano il pescatore in tutte le direzioni, con due conseguenze: comparsa del mal di mare e difficoltà a ventilarsi. Prima di tutto, dovete utilizzare un'attrezzatura semplice e già ben testata, per evitare di trovarvi ad affrontare problemi tecnici, che originerebbero mal di mare in superficie. Quando il fastidio si manifesta, è davvero difficile liberarsene. Dovete cercare di trovare uno scoglio ridossato per riposarvi e sottrarvi a questo fastidiosissimo stato.

 

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